Sabato 18 Set 2021
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Primi anni

monsieur angi e la sua mb bordo

Proprio nel 1975 comincia ad entrare in funzione anche la F.I.F. Ricordo che andammo in tre a Stresa per contattare il dott. Cassini, Messina e i primi organi federali, e vedemmo anche nascere la Federazione

Trovo la copia di una mia lettera indirizzata il 6 settembre 1975 al dott.Cassini nella quale scrivevo testualmente: “Siamo per ora [noi della S.F.E.] l’unico Club del genere esistente nel Veneto, ma contiamo molto sull’iniziativa di altri appassionati che calcoliamo approssimativamente essere oltre un centinaio; la natura geologica del Veneto favorisce il proliferare di questo sport. Qui si trova ogni tipo di percorso: la duna di sabbia, il greto di torrente, il sottobosco di faggio, il prato di alta montagna, il pantano di argilla, la steppa dei magredi, il nevaio” (Cassini fonderà la rivista “Fuoristrada” sempre all’avventura, morirà precipitando col proprio aereo in Abruzzo nella primavera del 2004).

Nel 1976 organizziamo ad Arquà Petrarca un primo raduno nazionale. Verranno in molti anche dal Piemonte, è un successo.
Vedo dal programma:
“Sabato 25.9.1976: ci sarà una prova valutativa di aderenza riservata ai 4x4 lungo un percorso breve ma fuoristradisticamente valido. In tale prova la vittoria andrà a chi riuscirà a percorrerlo nel tempo maggiore senza mai fermarsi. Gli arresti e le slittate verranno penalizzati con modalità e punteggi, già prestabiliti, che verranno comunicati al momento dell’iscrizione. Saranno inoltre addebitati al momento della partenza degli handicaps o degli abbuoni per porre il più possibile sullo stesso piano tutti i veicoli.Quel percorso che saliva lungo una pietraia molto difficile dalla base del Monte Fasolo fino all’attuale “Fattoria dei Mandorli” di Mazzucato entusiasmò tutti.
Guido Dalla Costa vi partecipò come equipaggio della Toyota guidata da suo padre (si chiamò da allora “le scajarole”). Credo che all’epoca l’attuale Presidente S.F.E. avesse l’età di 15 anni. Quel raduno finì con la premiazione dei partecipanti in piazza di Arquà con Sindaco, palco ed articoli sui quotidiani del lunedì.

Con le quote che ciascun socio pagava, l’associazione acquista i primi “beni sociali” che a tutt’oggi ancora esistono: un megafono (divenuto pezzo storico), un argano Tractel, poi un generatore elettrico, ecc.
L’entusiasmo si fa sempre più vivo e vediamo il Club crescere sotto i nostri occhi di anno in anno.

Il 6 maggio del 1976 alle 21 mentre alla guida della mia inseparabile M-38 sto rientrando a Padova da Ariano Polesine, dove avevo organizzato tutto il percorso per un raduno di metà mese, vedo tanta gente uscire sulle strade.
Accendo il “2 metri”, e sul ponte R4 comincio a sentire le prime concitate notizie sul terremoto dalla voce di alcuni radioamatori del Friuli e del Veneto.
L’indomani mattina la S.F.E. si mobilita, partendo subito con 5 Jeep per Gemona. La Protezione Civile non esisteva ancora.
Portiamo un frigorifero con i farmaci che ci è stato affidato dalla Prefettura di Padova. Da lì poi ci mandano ad Osseacco, in montagna, dove sono isolati, per portare un carico di coperte. Sono momenti terribili, di cui ricordiamo i morti, la disperazione e la dignità di quelli che abbiamo potuto raggiungere con le nostre mani tese.

La vita della S.F.E. prosegue e continua con uno splendido campo attrezzato in corso Australia negli anni ‘80.
E poi c’è l’attività dei tempi recenti che è facile conoscere.
Spero di avervi comunicato un passato che fa parte della nostra storia.

Oggi, ottobre 2004, la mia Jeep, pur avendo 52 anni, è ancora in splendida forma, la muovo molto meno. Professione, impegni, relazioni mi occupano. Non credo userò mai il “Fording Kit” (originale del 1952) che ho trovato, nuovo, negli Stati Uniti e che consentirebbe di attraversare un lago viaggiando col livello dell’acqua fin sopra il volante.
La mia cara vecchia resta sempre a disposizione del Sodalizio, almeno per altri 37 anni.